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Spina di pesce: un grande classico senza tempo

Il ritorno della spina di pesce

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un ritorno sempre più frequente della spina di pesce. Non solamente come schema di posa del parquet ma anche di piastrelle, gres porcellanati e ceramiche. Sia a pavimento che come motivo di arredi parietali, la spina è un grande classico.

Storie di schemi di posa differenti

Utilizzata fin dai tempi antichi, è un diversivo per ovviare alla classica posa a tolda di nave. Il nome di questo particolare disegno geometrico deriva dalla sua forma che ricorda, appunto, la lisca di un pesce.

Esistono 3 diversi tipi di spina: italiana, francese e ungherese. Vediamole nel dettaglio.

Spina di pesce italiana

Ciò che permette di identificare subito una spina di pesce italiana è il caratteristico angolo retto (90°) che si forma tra i listelli che la compongono. Ogni doga è rettangolare e poggia di testa sul fianco di quella adiacente, formando due file di doghe perpendicolari tra loro. La spina di pesce italiana viene anche chiamata classica.

La sua storia ha origine nel I secolo d.C., periodo in cui gli antichi romani posavano i laterizi delle strade proprio a spina di pesce classica. A partire dal XVII secolo verrà poi utilizzata come schema di posa del parquet anche all’interno di castelli e tenute dell’alta borghesia italiana.

Fiemme 3000 Terraccesa spina italiana
Teak posato a spina di pesce italiana

Spina di pesce francese

La spina di pesce francese è composta da listelli di dimensione fissa, inclinati tra loro di 45°. L’unione di più file di listelli, crea al centro della spina la caratteristica linea retta. Di spiccata eleganza, troviamo tracce della spina francese già nel XVII secolo. In questo periodo, i nobili francesi erano soliti usarla per esaltare le loro ricchezze con grandi sfarzi. Ne è un esempio la Reggia di Versailles.

Rovere lagonero Fiemme 3000 spina francese
Rovere posato a spina di pesce francese

Spina di pesce ungherese

Similmente alla spina francese, anche al centro della spina ungherese si forma una linea retta. I listelli, di dimensione fissa, sono disposti con inclinazione di 30° o 60° tra loro. La spina ungherese, nasce come evoluzione e sperimentazione della spina francese. Il risultato è raffinato, ideale per donare esclusività all’ambiente, movimentandolo con la naturale venatura del legno.

Rovere Unikolegno spina ungherese
Rovere posato a spina di pesce ungherese

Le spine e l’interior design

Nel panorama dell’interior design la spina è tornata molto in voga. Se anche tu vorresti posarla nella tua casa ma non sai quale tipo sia il più adatto, possiamo darti qualche consiglio.

Disponi di un locale di piccole dimensioni e non vuoi rinunciare all’eleganza della spina? Non ti preoccupare: una spina francese o ungherese è ciò che fa per te! Suddividendo con il suo motivo regolare e ampio l’ambiente, lo fa risultare visivamente più spazioso. Al contrario di quanto si possa pensare, le doghe grandi sono adatte anche ai piccoli spazi.

Disponendo invece di un ambiente con più grande metratura, puoi giocare con i tre diversi tipi di spina. Per donare alla casa un sapore classico, puoi considerare l’aggiunta di fascia e bindello sui perimetri delle stanze con schema di posa a spina di pesce italiana. Progettando invece un’abitazione in stile contemporaneo, puoi optare per le spine francese o ungherese.

 

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